Il Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Perugia e Terni, Federico Pompei, ha partecipato il 26 giugno al WMF – We Make Future di Bologna, importante appuntamento internazionale dedicato all’innovazione, alla trasformazione digitale e alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale. WMF - We Make Future Bologna
Nel corso del suo intervento, il Presidente Pompei ha proposto una riflessione sul ruolo attuale e futuro degli Ordini professionali, evidenziando come il contesto contemporaneo renda non più rinviabile un loro profondo rinnovamento.
Gli Ordini professionali, in quanto Enti pubblici non economici sussidiari dello Stato, non rappresentano soltanto organismi di regolazione delle professioni, ma costituiscono un presidio istituzionale strategico, capace di mettere in relazione professionisti, territorio, istituzioni e cittadinanza. In questa funzione, custodiscono il patrimonio etico e deontologico delle professioni sanitarie e garantiscono la tutela dell’interesse pubblico.
«Oggi è necessario ripensare anche il ruolo degli Ordini professionali, attraverso una visione moderna, integrata e pienamente inserita nel sistema istituzionale nazionale e regionale», ha dichiarato Pompei.
Secondo il Presidente, la trasformazione in atto nel sistema salute impone un cambio di paradigma. La carenza di personale sanitario, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità, la crescente complessità assistenziale e il calo di attrattività di molte professioni sanitarie rendono evidente la necessità di nuovi modelli organizzativi e decisionali. In questo scenario, l’evoluzione tecnologica — tra intelligenza artificiale, sanità digitale e big data sanitari — non rappresenta un’opzione, ma una direttrice imprescindibile di sviluppo.
Pompei ha quindi delineato la visione di “Ordini 2.0”: istituzioni moderne, capaci di evolvere non solo sul piano digitale, ma anche culturale e normativo. Ordini che non si limitino a recepire il cambiamento, ma che partecipino attivamente alla sua governance.
In questa prospettiva, gli Ordini possono assumere un ruolo determinante nella valorizzazione di un patrimonio informativo oggi ancora largamente sottoutilizzato. I dati anagrafici, lavorativi e formativi dei professionisti, se letti in connessione con Regioni, Ministero e Università, possono contribuire a programmare con maggiore precisione fabbisogni, percorsi formativi e politiche di reclutamento, orientando le scelte necessarie non solo per l’oggi, ma anche per il domani.
Un altro asse centrale riguarda la formazione. Per affrontare l’impatto delle nuove tecnologie, diventa essenziale costruire modelli formativi dinamici e integrati con il sistema universitario, capaci di sviluppare rapidamente nuove competenze professionali e manageriali, sia in ambito sanitario sia amministrativo.
Particolare rilievo assume inoltre la dimensione territoriale. Grazie alla conoscenza diretta dei professionisti e dei contesti in cui operano, gli Ordini possono offrire un contributo concreto nella valutazione dell’impatto reale delle politiche sanitarie, dall’implementazione della telemedicina all’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico.
«L’innovazione deve essere governata attraverso le competenze dei professionisti che afferiscono agli Ordini, all’interno di istituzioni capaci di rinnovarsi, aggiornarsi e interpretare il cambiamento», ha sottolineato il Presidente.
Per Pompei, il nodo fondamentale resta però umano prima ancora che tecnologico: l’innovazione produce valore solo se accompagnata da un corretto equilibrio tra progresso tecnico, sviluppo delle competenze, valorizzazione delle professioni e tutela della cittadinanza. Per questo, ogni evoluzione deve mantenere saldi i riferimenti etici e deontologici che caratterizzano le professioni sanitarie.
Gli Ordini, infine, possono e devono rafforzare il proprio ruolo di interlocutori tecnico-istituzionali nelle scelte di politica sanitaria, offrendo pareri qualificati e supporto decisionale in un contesto sempre più multidisciplinare e complesso.
L’Ordine TSRM e PSTRP di Perugia e Terni conferma così il proprio impegno nel promuovere una visione evoluta delle professioni sanitarie: una visione in cui innovazione tecnologica, competenze professionali e responsabilità istituzionale non procedono separatamente, ma come elementi di un unico percorso di sviluppo al servizio dei cittadini.